Martedì 5 agosto, la Terrazza di Piazza dei Pini ha ospitato l’ultimo appuntamento della XIX edizione di Capalbio Libri, con un incontro intenso e personale che ha saputo coniugare memoria privata e storia collettiva.
Protagonista della serata è stato Giulio Napolitano, autore del memoir Il mondo sulle spalle. Una storia famigliare e politica (Mondadori). Accanto a lui, Bruno Manfellotto in dialogo con l’autore, la conduzione di Barbara Gubellini e le letture affidate a Irene Grazioli Fabiani.

Il mondo sulle spalle: una storia pubblica raccontata dal privato
Con il suo primo testo narrativo, Giulio Napolitano — giurista e docente universitario — propone un racconto familiare che è al tempo stesso un viaggio dentro i passaggi cruciali della storia politica italiana degli ultimi cinquant’anni. Lo fa attraverso una prospettiva intima e irripetibile: quella del figlio di Giorgio Napolitano, figura centrale della Repubblica, dal PCI al Quirinale.
Nel libro, la voce dell’autore ci accompagna nei luoghi della memoria personale e nazionale: dalla casa di famiglia a Monteverde ai corridoi del Partito Comunista, dalle aule parlamentari alle stanze del Quirinale, offrendo un ritratto delicato, misurato ma coinvolgente del padre statista, dell’uomo e della famiglia che gli è sempre stata accanto.
Durante l’incontro, Giulio Napolitano ha condiviso con il pubblico aneddoti, episodi poco noti e riflessioni sul “mestiere di figlio” vissuto accanto a una figura pubblica tanto esposta, in un racconto che alterna toni affettuosi, ironici, e profondamente umani.
Un finale tra parole e memoria
La serata ha chiuso un’edizione che ha saputo combinare — ancora una volta — rigore, emozione, impegno civile e varietà di linguaggi.
Dalle questioni geopolitiche alla poesia, dai racconti familiari alla musica, Capalbio Libri XIX ha proposto un programma ricco di contenuti, con protagonisti della cultura, del giornalismo e della letteratura capaci di raccontare il presente con profondità e visione.
Il pubblico, numeroso e partecipe anche in quest’ultima serata, ha salutato un festival che si conferma punto di riferimento del dibattito culturale dell’estate maremmana.








