Domenica 2 agosto, al Teatro del Leccio è andata in scena una serata che ha saputo coniugare analisi politica e immaginazione narrativa, offrendo al pubblico due incontri diversi per forma e linguaggio, ma accomunati dalla volontà di interrogare il nostro tempo attraverso la storia.
Alle 19:30 è stato il momento di Stefano Cappellini, autore di Rossobruni. Quando gli estremi si uniscono per colpire la democrazia (UTET), in conversazione con Giuliano Ferrara, con la conduzione di Laura Cannavò e le letture di Stefano Goracci.
A seguire, alle 21:30 il teatro ha accolto Leonardo Colombati, protagonista del secondo appuntamento con Non vi sarà più notte (Mondadori), in dialogo con Filippo Bologna e Pierluigi Battista nel ruolo di moderatore. Le letture di Marta Mondelli hanno accompagnato il pubblico dentro la straordinaria atmosfera del romanzo.

Quando gli estremi si incontrano e la storia torna a interrogarci
«Il rossobrunismo non è solo il trucco che alcuni fascisti usano per camuffarsi. Le fasi di più intenso sviluppo del fenomeno non sono quelle in cui esponenti di destra si camuffano da sinistri, bensì il contrario: esponenti di sinistra che si muovono verso l’altra parte. Sta succedendo di nuovo, come negli anni venti del secolo scorso.»
È attorno a questa consapevolezza che si è sviluppato il confronto dedicato al libro di Stefano Cappellini, un’indagine rigorosa su quel fenomeno politico e culturale che l’autore definisce “rossobrunismo”, ovvero la sorprendente convergenza tra culture politiche che, almeno in apparenza, dovrebbero escludersi reciprocamente.
Nel dialogo con Giuliano Ferrara, condotto da Laura Cannavò, il saggio è diventato il punto di partenza per riflettere sulle trasformazioni dell’estremismo contemporaneo, sulle nuove forme del populismo e sulla crescente fragilità del dibattito pubblico. La conversazione ha restituito la complessità di un tema che riguarda la politica e il modo stesso in cui interpretiamo la realtà.

Il Novecento alternativo di “Non vi sarà più notte”
Con il secondo appuntamento la serata ha cambiato registro, senza perdere profondità. Leonardo Colombati ha accompagnato il pubblico dentro l’universo di Non vi sarà più notte, un grande romanzo ucronico e d’avventura che riscrive il Novecento partendo da una domanda tanto semplice quanto vertiginosa: cosa sarebbe accaduto se le guerre fossero state sostituite da competizioni sportive?
Ne è nato un dialogo vivace con Pierluigi Battista e Filippo Bologna, nel quale la costruzione dell’ucronia è diventata occasione per riflettere sul peso delle scelte individuali e sulla natura dell’essere umano.
Attraverso la figura di Baz Kozlov, protagonista di un’esistenza che attraversa continenti, incontri straordinari e grandi trasformazioni del secolo, Colombati costruisce un romanzo che unisce formazione, avventura, amore e disincanto, ricordando come la narrativa riesca spesso a raccontare la verità proprio quando sceglie la strada dell’invenzione.

Il festival prosegue lunedì 3 agosto alle ore 21.30, sempre al Teatro del Leccio, con Azzurra Rinaldi, che presenterà Soldi, sesso e potere. Come il desiderio muove il mondo (e i mercati) (Rizzoli), in dialogo con Carlo Alberto Pratesi, conduce Michela Tamburrino, con le letture di Marta Mondelli. Un incontro dedicato alle disuguaglianze economiche e di genere, ai meccanismi del potere e alle possibilità di costruire una società più equa.
Per il programma completo: Capalbio Libri 2026





