La terza serata del festival Capalbio Libri ha visto come protagonista Roberto Zaccaria, che ha presentato il suo libro “Un professore chiamato Presidente. Memorie disordinate. Università, Rai, politica… Inter”, edito da Odoya. Il libro, che si configura come un’autobiografia, ripercorre le tappe fondamentali della vita di Zaccaria, dalla carriera universitaria agli anni trascorsi in Rai, fino all’impegno politico e sociale.

Ripercorrere la sua vita offre anche uno sguardo approfondito sulla storia recente dell’Italia, attraverso gli occhi di un protagonista che ha vissuto in prima persona eventi cruciali. Zaccaria racconta con dovizia di particolari il suo percorso accademico, l’ingresso in Rai e le sfide affrontate durante le tre legislature in Parlamento. Tra i momenti salienti, spiccano le collaborazioni con grandi intellettuali e artisti, nonché gli incontri con leader politici italiani e internazionali.
Durante la serata, Zaccaria ha anche affrontato il tema dello stato attuale della televisione italiana. Ha sottolineato come la Rai, un tempo punto di riferimento per l’informazione e l’intrattenimento, stia perdendo terreno a favore di altre emittenti come La7. “Molti ascoltatori ora si spostano dalla Rai a La7 perché per avere informazione in prima serata in Rai non c’è niente. Prima Rai 1, Rai 2, Rai 3 avevano la loro struttura verticale”, ha dichiarato Zaccaria, evidenziando la mancanza di programmi informativi di qualità nelle fasce orarie più seguite.







La televisione italiana ha subito una trasformazione radicale negli ultimi anni, con un crescente spostamento verso i servizi di streaming e on-demand. Questo cambiamento è stato accelerato dalla pandemia, che ha modificato le abitudini di consumo degli spettatori. Oggi, oltre il 50% degli italiani utilizza contenuti online quotidianamente, e la maggior parte del tempo trascorso davanti alla TV è dedicato ai servizi di streaming. Questo fenomeno ha portato a una diminuzione degli abbonamenti alla TV tradizionale a pagamento, a favore di offerte più flessibili e convenienti.
Zaccaria ha espresso preoccupazione per il futuro della Rai, sottolineando la necessità di un rinnovamento per competere con le nuove piattaforme digitali. Ha ricordato i tempi in cui la Rai era un’istituzione solida, capace di offrire programmi di alta qualità e di attrarre un vasto pubblico. Oggi, invece, la frammentazione dell’offerta televisiva e la crescente concorrenza rendono indispensabile un ripensamento delle strategie editoriali e di programmazione.
Il libro di Zaccaria si pone come un contributo per comprendere le dinamiche di un settore in continua evoluzione e per immaginare nuove prospettive di sviluppo.
La terza serata del festival Capalbio Libri ha offerto un’occasione per esplorare il passato e il presente della televisione italiana, attraverso la testimonianza di uno dei suoi protagonisti più autorevoli. Non solo un viaggio nelle memorie di Roberto Zaccaria ma anche un invito a guardare al futuro con spirito critico e innovativo.
Questa sera vi aspettiamo alle ore 19:30 per la presentazione del libro di Stefano Bartezzaghi “Chi vince non sa cosa si perde. Agonismo, Gioco, Guerra” (Bompiani), con Andrée Ruth Shammah e Antonio Romano, conduce Francesca Nocerino, letture di Irene Grazioli Fabiani.





