Il pretore è una donna! Dieci anni al fianco della cittadinanza
Puoti

Maria Enrica Puoti nata a Roma e magistrato dal 1981 al 2022, ha avuto una carriera ricca di esperienze: pretore mandamentale a Guastalla per un decennio (1983-1993); giudice del tribunale civile di Roma (1993-1997); assistente del giudice costituzionale avv. Fernanda Contri, prima donna della storia repubblicana ad entrare alla Consulta (1997-2005); professore a contratto di Diritto privato, Università di Roma Tre, Facoltà di Economia e Commercio (1999-2003); consigliere giuridico del Ministro On. Giorgio La Malfa (2005-2006); vice capo di gabinetto del Ministro On. Emma Bonino (2006-2008); assistente del vice presidente del Senato sen. Emma Bonino (2008); consigliere giuridico del Direttore generale della Cooperazione allo sviluppo del Ministero degli Affari esteri, ambasciatrice Elisabetta Belloni, prima donna a dirigere i servizi segreti (2008-2013); consigliere presso la Corte di Appello civile di Roma dal 2013 ed ivi presidente di collegio (2020-2022).

Lunedì 4 agosto

19:30

Piazza dei Pini - Terrazza Capalbio Libri

Il pretore è una donna! Dieci anni al fianco della cittadinanza

Maria Enrica Puoti

Il pretore è una donna! Dieci anni al fianco della cittadinanza

(Kairòs edizioni)

con Giorgio La Malfa e Marina Caffiero
conduce Moira Armini
letture Giulia Nervi

La memoria del lungo periodo trascorso nella cittadina emiliana ha ispirato la stesura del libro dal titolo “Il pretore è una donna!”, edizioni Kairós, nel quale si intersecano i ricordi personali con la narrazione dell’attività quotidiana di pretore, densa di ostacoli soprattutto per la difficoltà di vincere le resistenze sia delle forze dell’ordine, degli avvocati e dell’amministrazione pubblica, che all’epoca non avevano ancora fiducia nella capacità di una donna di dirigere la polizia giudiziaria e di assolvere compiti di una certa crudezza, sia della stessa cittadinanza, che, pur ospitale, non sapeva come comportarsi al cospetto di una donna, per di più proveniente da Roma ed appena ventiseienne. Un lavoro da pioniera (alle posizioni apicali vigeva all’epoca in modo assoluto il predominio maschile), duro, difficile, solitario.

Le vicende narrate in questo romanzo – che potrebbe essere inserito nel filone del legal novel – prendono sempre le mosse da fatti realmente accaduti, ai quali l’Autrice aggiunge aneddoti vissuti in prima persona, mentre i nomi delle località e dei personaggi sono di fantasia. Il libro ha un evidente fondamento autobiografico ed esamina sia tematiche e questioni legali sia aspetti di vita quotidiana, talvolta curiosi e divertenti. Si coglie nel romanzo una decisa connotazione documentaria che riguarda non solo vicende e personaggi, ma anche i luoghi e il vivere sociale. L’Autrice mostra come l’applicazione concreta del diritto sia più umana di quanto si possa credere, non foss’altro quando narra la vita – sua e delle altre persone coinvolte – in maniera introspettiva (nel suo caso con incursioni nell’infanzia, nella vita di coppia, nella famiglia di origine, nelle amicizie rare ma vere). Una rappresentazione concreta della vita in Pretura in quel decennio trascorso in Val Padana, dunque, dove si intrecciano e convivono trame di rilievo giuridico e racconti di cronaca locale. Ad ogni capitolo corrisponde un evento, un caso giudiziario, un fatto di cronaca, tra corruzione e infortuni sul lavoro, omicidi e illegalità, violenze e drammi sociali. Ed ogni capitolo è un episodio concluso e a sé stante: questa scelta narrativa apre la possibilità di una trasposizione televisiva. La presentazione di trame, ambientazioni e personaggi diversi in ogni episodio, infatti, induce a pensare a una serie tv.