Lorenzo Bini Smaghi ha studiato economia all’Università Cattolica di Lovanio e ha conseguito un dottorato all’Università di Chicago. Ha passato la prima parte della sua carriera professionale nel settore pubblico, prima nel Servizio Studi della Banca d’Italia e poi all’Istituto Monetario Europeo e al Ministero del Tesoro. È stato membro del Comitato Esecutivo della Banca Centrale Europea. Successivamente ha lavorato nel settore privato, in particolare come amministratore di società, tra cui la presidenza di Snam, Italgas e Société générale. Collabora con istituzioni accademiche, come l’University College di Londra, come Honorary Professor, e l’Institute for European Policymaking presso la Bocconi, come non-resident Fellow. È stato presidente della Fondazione Palazzo Strozzi a Firenze ed è attualmente presidente del Museo Pecci a Prato. È autore di vari articoli e libri su tematiche monetarie e finanziarie, internazionali ed europee, ha pubblicato Il paradosso dell’euro (Rizzoli, 2008), Morire di austerità. Democrazie europee con le spalle al muro (2013), 33 false verità sull’Europa (2014) e La tentazione di andarsene (2017).

Innocenzo Cipolletta, economista e manager, è presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) dal 2023 e dell’Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt (AIFI). È stato direttore generale di Confindustria e presidente di Marzotto SpA, di Ferrovie dello Stato, de “Il Sole 24 Ore” e del Fondo Italiano d’Investimento. Tra le sue pubblicazioni, oltre ad articoli per riviste economiche, per Laterza; La responsabilità dei ricchi. Dal protezionismo alla solidarietà (1997); Banchieri, politici e militari. Passato e futuro delle crisi globali (2010); “In Italia paghiamo troppe tasse”. Falso! (2014); il saggio I tanti mondi che verranno nel volume collettaneo Il mondo dopo la fine del mondo (2020); La nuova normalità. Istruzioni per un futuro migliore (2021).

Venerdì 7 Agosto

19:30

Lorenzo Bini Smaghi,
Innocenzo Cipolletta

Trump vs Europa

conduce Stefano Feltri
letture Stefano Goracci

Lorenzo Bini Smaghi e Innocenzo Cipolletta dialogano con Stefano Feltri

Lorenzo Bini Smaghi
Da soli. Gli europei alla prova di Trump nelle sfide dell’economia globale – Rizzoli

È una illusione pensare che i paesi europei siano in grado di affrontare le sfide da soli. Una illusione che può consentire di vincere qualche elezione, utilizzando l’Europa come capro espiatorio di tutti i mali. Ma quando ci si trova a dover risolvere i problemi, ci si rende conto che senza l’unione, è impossibile. L’unione è difficile da costruire. Ma è l’unico modo per difendere l’identità degli europei.
«Chi più di Donald Trump potrebbe contribuire ad accelerare il processo di integrazione europea? Non solo con le sue politiche, ma anche con il suo atteggiamento talvolta aggressivo, le offese e le minacce pubbliche. Tutto quello che può fare, lo sta facendo.»
Sembra una provocazione, ma non lo è. Dal discorso di insediamento al Liberation Day con dazi annessi, dall’epiteto di «parassiti» alle politiche economiche, l’Unione europea, o meglio i suoi cittadini, si trovano costretti a pensarsi «da soli». Dopo ottant’anni di alleanza, vicinanza ideologica e valoriale, gli Stati Uniti hanno chiaramente scelto la priorità; il confronto globale con la Cina, in cui gli europei giocano un ruolo, secondo Washington, trascurabile. Su questo scenario Lorenzo Bini Smaghi, tra gli economisti italiani più acuti e noti nel panorama internazionale, innesta una analisi serrata delle difficoltà che ci aspettano, individua i settori chiave su cui lavorare alla ricerca di una vera indipendenza europea, suggerisce quale strada la Ue potrebbe, anzi dovrebbe, imboccare per diventare potenza globale o, se non altro, per continuare a esistere. Nella consapevolezza che «fin quando ciascun leader si illuderà che agendo da solo, ad esempio nei rapporti bilaterali con Trump, può ottenere vantaggi personali rispetto a una azione comune, l’Europa – e dunque i Paesi che ne fanno parte – non riuscirà a difendere i propri interessi».

Innocenzo Cipolletta
Dopo Trump. Il futuro della globalizzazione – Laterza

Il ciclone Trump costringe tutti a ripensare da capo la globalizzazione, evitando gli errori e i limiti che l’hanno caratterizzata negli ultimi trent’anni e preparando l’uscita dal tunnel in cui ci troviamo.
La guerra dei dazi di Trump insieme a molti altri fattori segnano un arresto e una decisa inversione di rotta della globalizzazione. A questo contribuisce il proliferare in diversi paesi di partiti e governi sovranisti e xenofobi. Se è vero che la globalizzazione è responsabile di grandi squilibri sociali ed economici, è innegabile che ha prodotto anche grandi benefici di cui non possiamo fare a meno. Dobbiamo, allora, uscire dal tunnel regressivo e, fin da oggi, preoccuparci di ripristinarne le condizioni, senza ripetere gli errori del passato.