Cuccia e il segreto di Mediobanca

Giorgio La Malfa (Milano, 1939) ha insegnato Economia politica e Politica economica nelle università di Napoli, Milano, Torino, Catania. Dal 1972 è stato deputato al Parlamento italiano per il Partito Repubblicano, di cui è stato segretario e poi presidente. È stato più volte ministro e deputato al Parlamento europeo. Collabora con varie testate giornalistiche. Ha curato due raccolte di scritti di John Maynard Keynes: Sono un liberale? (Adelphi, 2010) e Le mie prime convinzioni (Adelphi, 2012). All’economista inglese ha dedicato un primo libro alcuni anni fa: Keynes (Luiss University Press, 2006). Ha scritto una serie di saggi sull’Europa: L’Europa legata. I rischi dell’euro (Rizzoli, 2000); L’Europa in pericolo. La crisi dell’euro (Passigli, 2011), Hopes Betrayed: the Future of the Euro (Aspenia 2015). Per Feltrinelli ha pubblicato Cuccia e il segreto di Mediobanca (2014) e John Maynard Keynes (2015).

Venerdì 1 agosto

19:30

Piazza dei Pini - Terrazza Capalbio Libri

Cuccia e il segreto di Mediobanca

Giorgio La Malfa

Cuccia e il segreto di Mediobanca

(Feltrinelli)

intervista di Stefano Feltri
letture Giulia Fossà

“Enrico Cuccia è stato certamente uno dei maggiori protagonisti della vita economica italiana della seconda metà del Novecento”: così inizia il ritratto che ne fa Giorgio La Malfa, che ha lavorato con lui e lo ha conosciuto da vicino. Ma parlare di Cuccia vuol dire parlare anche e soprattutto della sua creatura, Mediobanca, l’istituto di credito nato nel 1946, di cui fu direttore dal principio e dove rimase fino agli anni novanta.

Questo libro esplora la formazione di Cuccia, i soggiorni all’estero, le esperienze all’Iri e alla Comit. Si sofferma sui punti cruciali della sua esperienza, come l’incontro con Romano Prodi riguardo alla privatizzazione della banca, l’affaire Sindona con le minacce contro Cuccia e Giorgio Ambrosoli, il rapporto ambivalente con Raffaele Mattioli. Il risultato è una mappa fondamentale per capire le idee e i principi su cui Cuccia ha costruito Mediobanca, come la distinzione tra banche di investimento e banche commerciali, l’importanza del credito industriale, la necessità dell’indipendenza dell’istituto, il valore degli azionisti.

Pur rispettandone l’estrema riservatezza, La Malfa restituisce un ritratto vivido e complesso di Cuccia, protagonista tanto autorevole quanto enigmatico, la cui eredità continua a interrogare il presente. Del resto, era stato lo stesso Cuccia, con un’amara ironia, a chiedersi: “Se è caduto l’Impero romano, perché non dovrebbe cadere Mediobanca?”. A venticinque anni dalla morte di Enrico Cuccia, Giorgio La Malfa torna a raccontare la storia di un uomo che ha segnato in profondità l’economia e il capitalismo italiani.