Diario di Capalbio Libri

Capalbio Libri XV (2021)

Gabriele Romagnoli, giovedì 29 luglio (primo incontro)

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Giovedì 29 Luglio è ospite sul palco di Capalbio Libri e apre la serata Gabriele Romagnoli che, intervistato da Francesco Siciliano, presenta “Cosa faresti se” (Feltrinelli).

Il titolo del suo romanzo pone il lettore al centro dell’attenzione rivolgendogli, in modo diretto e senza mediazioni, un quesito di validità morale. Così Siciliano si rivolge all’autore sottolineando il modo in cui “sbatte subito in faccia un dilemma” al suo pubblico, mentre con evidente ironia gli chiede “ma non ti vergogni?”.

“Non mi vergogno perché il mondo funziona così, quando uno pensa di sapere qualcosa la vita gira la carta dal verso opposto e tutto cambia […] il cielo, invece, si dovrebbe vergognare”.

La morale su cui si sofferma Romagnoli nel suo romanzo non è deterministica ed escludente, secondo il punto di vista dell’autore non esiste un concetto di bene o di male assoluto, si discosta dall’approccio ciceroniano in quanto prende in considerazione tante variabili e circostanze che alterano la percezione degli eventi e permettono al soggetto di viverli in modo estremamente personale – “Si può fare la cosa giusta per un motivo sbagliato e la cosa sbagliata per un motivo giusto”.

Decidere di adottare un bambino è un atto di consapevolezza e forte desiderio, ma se il dono che desideri con tutto te stesso dovesse finalmente iniziare a concretizzarsi mostrando però delle fattezze differenti da quelle immaginate? Cosa faresti se il bambino che stai per adottare fosse affetto da una malattia terminale?

Romagnoli racconta di essersi posto questa domanda quando, raccogliendo la testimonianza di un suo amico che ha vissuto una situazione analoga, non è riuscito a trovare una risposta né ad esprimere un giudizio nei confronti di qualunque scelta che, come ritiene, sarebbe stata quella “giusta per lui”.

“Il rimorso è una questione morale e non fattuale, a differenza del ripensamento che riguarda ciò che meglio sarebbe stato per sé e implica la ricerca di un rimedio, un intervento”.

Cos’è per lui il piacere di leggere? Lo ha scoperto da bambino, quando ha iniziato ad immergersi nei libri, dopo aver messo gli occhiali a causa di qualche problema alla vista: “dovevo fare esercizio”, afferma, “così ho iniziato a fare quello che nessuno in casa faceva; leggevo, sognavo e mi perdevo in mondi sconosciuti […] oggi posso dire che se hai vissuto abbastanza le decisioni d’istinto sono quelle più funzionali e le prendi in breve attenendoti ad un tuo metro di giudizio, sia esso un testo sacro, giuridico, o un libro dettato dagli insegnamenti che hai raccolto nel corso del tempo. Se non hai un riferimento, però, è più difficile perché devi prima costruirti una morale”.

“Se fossi l’uomo più potente del mondo, agirei affinché le mie azioni siano d’esempio, […] non occorre che gli uomini siano visibili quando agiscono, ma che lo siano le loro azioni affinché risultino replicabili altrimenti sono fiori nel deserto”.

Da sinistra Andrea Zagami, Francesco Siciliano, Marta Mondelli e Gabriele Romagnoli

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