La quinta serata di Capalbio Libri ha visto la presentazione del libro di Filippo Ceccarelli, “B. Una vita troppo” (Feltrinelli), un’opera che ripercorre la vita di Silvio Berlusconi, una figura che ha inevitabilmente cambiato la politica italiana, il modo di fare comunicazione e l’intrattenimento televisivo. La serata è stata l’occasione per immergersi nella storia di uno degli uomini più influenti e controversi degli ultimi settant’anni.

Il libro di Ceccarelli, come suggerisce il titolo, è un ritratto dettagliato e complesso di Berlusconi, un uomo che ha occupato tutti gli ambiti significativi della società italiana: dal calcio alla politica, dal giornalismo alla televisione, fino al settore immobiliare. Berlusconi è stato tutto: cavaliere, imprenditore, cantante, presidente di Mediaset, del Milan e del Consiglio, politico, attore, intrattenitore, amato, odiato, idolatrato, mito, male assoluto, anticomunista viscerale, craxiano, comunicatore, fondatore, inventore del centrodestra, indagato, condannato, prescritto, perseguitato dalla magistratura, barzellettiere, gaffeur, uomo più ricco d’Italia, editore.



Filippo Ceccarelli ha condiviso con il pubblico la sua visione di Berlusconi, definendolo “un eccesso vivente”. Ha dichiarato: “Lui è un eccesso vivente, e anche questo è dunque un libro eccessivo. È un mattone considerevole. L’eccesso è una risorsa di racconto irresistibile. Mancava dei limiti costantemente, era un modo di vivere e lui trasmetteva nella sua lingua madre. Diceva, ‘Tu esagera’. Io sono ossessionato da Berlusconi, faccio parte di questa categoria degli ossessionati da Berlusconi. Il modo in cui era chiamato nella cerchia della famiglia, maggiordomi… Il dottore. Quando me lo sono sognato ero nella sua cerchia intima e lo chiamavo dottore anche io.”2


Vi aspettiamo questa sera per l’ultima serata della XVIII edizione di Capalbio Libri. Alle ore 19:30 presenteremo “Cosimo I dei Medici. Il padre della Toscana moderna” (Giunti) di Eugenio Giani, Presidente della Regione Toscana. La serata vede la partecipazione di Enrico Menduni, conduce Sabina Castelfranco, letture di Stefano Goracci





