Martedì 29 luglio, la Terrazza di Piazza dei Pini ha accolto due appuntamenti molto diversi, entrambi capaci di coinvolgere il pubblico su piani complementari: prima un incontro di taglio economico e divulgativo con Annalisa Bruchi, poi un concerto-spettacolo travolgente dedicato alla musica e alla danza popolare del Centro e Sud Italia.

Annalisa Bruchi presenta Ricchi o poveri? con Cazzullo e Gubitosi
Alle 19:30, la giornalista e conduttrice Annalisa Bruchi ha presentato Ricchi o poveri? Manuale di sopravvivenza economica (Rai Libri), affiancata da Aldo Cazzullo e Luigi Gubitosi. Ha condotto l’incontro Denise Pardo, con letture affidate a Maddalena Maggi.

Bruchi ha spiegato come questo libro, scritto con Carlo D’Ippoliti (non presente all’evento), nasca dall’esigenza di colmare un divario: quello tra la complessità dei temi economici e la quotidianità dei cittadini. Non un saggio per addetti ai lavori, ma un vero manuale accessibile che mostra come le decisioni prese in sedi internazionali possano avere ricadute dirette sulla vita di tutti i giorni: dalla spesa alimentare alle possibilità di accesso al credito.

L’incontro ha offerto al pubblico strumenti concreti per comprendere le dinamiche che determinano la ricchezza o la povertà di un Paese, con un linguaggio chiaro e dati alla mano. Contributi e testimonianze provenienti dal mondo dell’impresa, della finanza e del lavoro completano un quadro articolato ma leggibile, che ha stimolato un dialogo attivo con il pubblico in piazza.



Tradizioni in movimento: suoni e danze popolari accendono la piazza
In seconda serata, alle 21:30, la Terrazza si è trasformata in un palcoscenico aperto alla partecipazione grazie allo spettacolo Tradizioni in movimento, a cura della Compagnia Teatro del Mediterraneo e dei Trillanti Trio.
Il pubblico ha assistito — e partecipato — a un viaggio musicale e coreografico attraverso pizziche, tarantelle, saltarelli: forme espressive che, pur radicate nella tradizione popolare, continuano a evolversi nel tempo. Lo spettacolo ha proposto un racconto fisico e sonoro del patrimonio coreutico del Centro e Sud Italia, con l’obiettivo dichiarato di “custodire il fuoco” della tradizione, più che celebrarne le ceneri.

Sulle note della chitarra battente, del tamburello e della fisarmonica, e guidati dai danzatori della compagnia, spettatori e passanti sono stati coinvolti in un’esperienza viva, ritmica e collettiva. Un momento di festa che ha chiuso la serata con energia e partecipazione.
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